L’isola d’Ischia, secondo le più recenti teorie, è di origine interamente vulcanica; da qui è sorto, quale personificazione del vulcanesimo, il mito greco di Tifeo, il gigante ribelle condannato da Giove sotto l’isola di Pithecusae (Pithekoussai in greco), l’odierna Ischia, che erutta fiamme ed acque calde e quando si muove provoca i terremoti.
Dunque, ad Ischia, come in tutti i territori di attività vulcanica recente, il vulcanesimo ha avuto un considerevole impatto sulle vicende degli insediamenti umani.
Per i periodi preistorici la conoscenza del popolamento dell’isola è troppo lacunosa per poter rilevare in modo più completo la misura in cui gli abitanti hanno risentito dei fenomeni vulcanici. Sporadici ed isolati sono infatti i materiali di Età Neolitica; i rinvenimenti più consistenti sono però stati effettuati in località Cilento (Rif.1): accanto a frammenti di ceramica sono stati infatti ritrovati pesi in terracotta per reti da pesca e strumenti di pietra, soprattutto lame di coltelli e schegge residue della lavorazione di utensili di selce e di ossidiana.
Successivamente, nel corso della prima metà dell’VIII sec. a.C., in seguito all’estrusione di un vicino picco eruttivo, il villaggio che dall’Età del Bronzo alla Prima Età del Ferro era situato sulla collina del Castiglione (Rif.2), tra Porto d’Ischia e Casamicciola, risulta evidentemente abbandonato.
A cura della dr.ssa Nicoletta Manzi -
Da:
G.BUCHNER C.GIALANELLA, Guida al museo di Ischia, Napoli 1995.
G.CASTAGNA, Scavi e Museo Santa Restituta in Lacco Ameno, 1988.
E.MANCINI, Flegree, isole dei verdi vulcani, Milano 1980.
P.MONTI, Ischia, archeologia e storia, Napoli 1980.
P.MONTI, Ischia altomedievale, Napoli 1991.
Ferdinando II D'Aragona Nel 1494 muore Ferdinando I. Il figlio Alfonso II si prepara a fermare Carlo Vili, ma vi rinunzia come al trono che cede al figlio Ferdinando IL Costui, visto che le città sue aprivano le porte a Carlo Vili e che stava per essere fatto prigioniero, fa vela per Ischia, insieme con lo zio Federico, con la vecchia regina Isabella e la figlia Giovanna (poi sua moglie), con Inico del Vasto, Giacomo Sannazzaro e Gioviano Fontano. Il re con atto di coraggio trafigge il castellano della rocca d'Ischia, Giusto della Candina, che voleva chiudergli le porte e, dopo un mese, parte per Messina lasciando a Ischia Inico d'Avalos, Marchese del Vasto, il quale non volle arrendersi a Carlo Vili, contrariamente alle altre città. Allora Carlo Vili affida a Ludovico Sforza l'incarico di assaltarla.
(Guida d'Ischia - G.G.Cervera)
Hotel Villa Jantò In collina, immerso nel verde, in una oasi di tranquillità, ben collegato al centro ed alle spiagge (1 Km dal mare), l' Hotel Villa Jantò, offre un ampio giardino ...
E' certamente uno dei piu' antichi e caratteristici castelli d'Italia. Circondato dai marosi che incessanti continuano ad accarezzarlo nei momenti lieti e a percuoterlo con ritmo assordante in quelli tristi, ... (Il Castello Aragonese)