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Le lave delle numerose eruzioni che hanno sconvolto in passato l'isola raggiunsero, praticamente, quasi il mare; nel 1854 Ferdinando II affidò l'incarico del rimboschimento delle zone piu' colpite al botanico di corte, Giovanni Gussone, docente universitario e direttore dell'Orto Botanico di Napoli, il quale impiegò, per tale operazione, i pini marittimi, la cui essenza, particolarmente indicata per quel suolo vulcanico, così impervio, ha tanto ben attecchito, che le pinete d'Ischia Porto ( celebri la Villari e la Nenzi Bozzi ) costituiscono, soprattutto nei mesi estivi, un consistente polmone di verde per far fronte all'incremento stagionale del tasso di inquinamento atmosferico.
Forse la più bella pineta (prevalentemente di pino domestico e di pino marittimo) dell'isola, tra le tante che, vivendo rigogliosamente, vengono ad abbellire ed a profumare i numerosi, più o meno dolci, declivi, è quella che sorge sui feraci terreni delle lave dell'Arso (la cui eruzione ad Ischia risale al 1301); in effetti è ancor oggi possibile, girando in Pineta, osservare grandi ammassi di pietra lavica, che, rendono ancora più interessante lo spettacolo. A dispetto della presenza di questi grossi ammassi di pietra lavica, i pini hanno vegetato bene e vegetano tuttora bene, in virtù anche della loro caratteristica frugalità.
Questo grande bene pubblico è stato minacciato negli anni recenti dalla "Marchalina Hellenica", parassita infestante contro il quale i sussidi fitosanitari messi in atto da amministrazione e forestale tuttora combattono. Questo splendido manto arboreo, che ricopre tanti terreni di Ischia Porto e della sua frazione Ischia Ponte, fu realizzato con grande perizia scientifica e tecnica da un uomo di scienza, il botanico partenopeo Giovanni Gussone, vissuto alla Corte dei Borboni, nella Napoli del 1800, che sistemò anche il parco della villa Buonocore, divenuta residenza dei re di Napoli. Ciò che era un amorfo ammasso di rocce, ora è un suggestivo manto di verde.
Nella pineta centrale del comune di Porto d'Ischia, che può ancora vantare alberi di grande sviluppo e grande bellezza, veri e propri monumenti della natura, si possono osservare, nel sottobosco, altre essenze quali: mirto, fillirea, lentisco, graminacee varie, alaterno.
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(La fauna marina)